INCONTRO DELLA UNITA’ PASTORALE 24.02.2018

In preparazione alla visita pastorale del nostro Arcivescovo Marco Arnolfo (1-4 marzo) le nostre Unità Pastorali (Crescentino, Lamporo, San Genuario-S. Silvestro, San Grisante e Fontanetto Po’) si sono incontrate per la Lectio Divina Guidato da Suor Angelita sul vangelo di Marco 6, 34-44:

 Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose. Essendo già tardi, i discepoli gli si accostarono e gli dissero: «Questo luogo è deserto ed è già tardi; lasciali andare, affinché vadano per le campagne e per i villaggi dei dintorni e si comprino qualcosa da mangiare». Ma egli rispose: «Date loro voi da mangiare». Ed essi a lui: «Andremo noi a comprare del pane per duecento denari e daremo loro da mangiare?» Egli domandò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Essi si accertarono e risposero: «Cinque, e due pesci». Allora egli comandò loro di farli accomodare a gruppi sull’erba verde; e si sedettero per gruppi di cento e di cinquanta. Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e, alzati gli occhi verso il cielo, benedisse e spezzò i pani, e li dava ai discepoli, affinché li distribuissero alla gente; e divise pure i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e furono sazi, e si portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane, ed anche i resti dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

DOMANDA: EBBE COMPASSIONE Dl LORO PERCHE ERANO COME PECORE SENZA PASTÔRE:

le parole di Gesù o qualche riflessione che è stata esposta sulla compassione di Gesù quali pensieri eri sentimenti suscitano in te?

DOMANDA: Che cosa provi di fronte al comando di Gesù: “DATE LORO VOl STESSI DA MANGIARE”.

Cristo non ha bisogno della laurea in teologia o Sacra Scrittura e nemmeno di doti eccezionali, e nemmeno del nostri soldi, ma che noi mettiamo la nostra vita a Sua disposizione, quello che siamo e abbiamo, i nostri “cinque pani e due pesci”, perché poi a moltiplicarli ci pensa Lui, perché “la carità non è II nostro sforzo eroico di donare tutto, ma espressione, manifestazione della carità di Dio a noi donata nei Sacramenti”.

Forse ii Signore ci chiama a non mettere noi stessi al centro, a non essere protagonisti, ma a lasciarci “definire” dal bisogno dell’altro, da quella “verità di me”, di noi, che non governiamo noi, ma I’altro, gli altri, I’ALTRO che è Dio.

ORATIO: Signore, manda il Tuo Spirito perché la Chiesa, ciascuno di noi, diventi “offerta viva in Cristo a lode della tua gloria. Rendici capaci di compassione, di condivisione, uomini e donne eucaristici.

ALCUNE SOTFOLINEATURE SULLA PAROLA Dl DIO E SUL MODO Dl ACCOSTARLA

Dice Origene che la Parola di Dio – Si svela quando incontra un amico quando – tra noi e la Parola c’è lo stesso amore che c’e tra l’Ama l’amata (del Cantico dei Cantici) e I’Amato ci introdurrà nelle stanze della Sua Sapienza. Come accostarsi alla Parola: – avere coscienza c inzuppata di Spirito Santo (occorre invocarlo molto prima di accostarsi alla Parola) e che la Parola è Gesù e come noi ci inginocchiamo da all’Eucaristia, così davanti alla Parola e ogni tanto baciarla. Essendo Parola una Persona, Gesù – prima di chiedersi che cosa significa o cosa vuol dirmi questa Parola, chiedersi: di Chi è questa Parola?, dopo si cercherà di capirla e solo alla fine ci si chiederà “che cosa dire alla mia vita’ E la Parola, ci orienterà all’azione perche la Parola, come in Maria, si è incarnata in noi, grazie a una sinergia tra lo Spirito Santo e noi che la accogliamo.

S. Giovanni Crisostomo dice che “bisogna “gravidare”, portare la Pa nel grembo del cuore come si porta un bambino, perché se la Paro si interpreta prematuramente, diventa un aborto e nella nostra non succederà nulla. Gravidare la Parola, accarezzarla, venerarla baciarla, adorarla e non troppo in fretta si chiedersi: “Che cosa devo fare? La Parola, come dice Isaia, è come la pioggia e la neve, non ritorna a Dio se non dopo aver operato do cui Dio l’ha mandata. Non facciamo i moralisti perché la Parola opera, agisce se la porto in me con attenzione e amore anche se no capisco. Ma se la Parola è Gesù, come Gesù ha fatto i miracoli delle guarigioni o quello di risorgere i morti, così trasformerà il nostro cu convertirà la nostra vita. A noi spetta solo accoglierLa e aderirvi sincerità di cuore.

Poi seguiva la condivisione nei gruppi e il momento conviviale.